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Storia del Rilievo Topografico

Storia del Rilievo Topografico
Misurare e rappresentare la terra e' un’esigenza antica che ha origine dall’età neolitica quando l’uomo lasciò gradualmente la consuetudine del nomadismo per passare alla fissa dimora e alla agricoltura sedentaria con lo sfruttamento del suolo. Da allora per molte civiltà vi è stata la necessità’ di delimitare i possedimenti e definirne i confini da cui l’origine di una disciplina specialistica denominata successivamente con la terminologia latina agrimensura da agri “campo” e mensura “misurazione”.

Gli insediamenti rurali nelle vallate dei grandi fiumi come l’Eufrate e il Tigri comportano lo sviluppo delle prime tecniche che si sviluppano in Babilonia a partire dal 2500 a.C. Le civiltà mesopotamiche per altro raggiunsero capacità straordinarie nelle scienze con conseguenti applicazioni pratiche. Già dalle origini comunque si considerano queste operazioni talmente importanti da sottoporle al giudizio della divinità. Nisaba era una dea della mitologia sumerica alla quale era delegato l’incarico di scrivere e registrare i raccolti nonché di verificare e definire i confini dei campi e dei canali. Negli scavi di Nippur, centro religioso dei Sumeri e’ stata ritrovata una tavoletta d’argilla con inciso uno schizzo topografico della città risalente circa al 1500 a.C. al tempo della dominazione dei Cassiti.

La necessità diventa quindi scienza specifica nell'antico Egitto. Lo storico ellenico Erodoto(484-425 a. C) narra che a causa delle inondazioni del Nilo vi era ricorrente bisogno di ripristinare i confini dei possedimenti per evitare controversie e garantire un'imposizione equa. Si legge quanto segue nel LIBRO II delle Storie al versetto 109:

“ I sacerdoti mi dissero che Sesostri ripartì il territorio fra tutti gli Egiziani, assegnando a ciascuno un lotto di forma quadrangolare di uguali dimensioni: poi si garantì le entrate fissando un tributo da pagarsi con cadenza annuale. 2) Se a qualcuno il fiume sottraeva una parte del lotto, c'era la possibilità di segnalare l'accaduto presentandosi al re in persona: questi inviava dei tecnici a verificare e a misurare con esattezza la diminuzione di terreno, affinché il proprietario potesse per il futuro pagare il tributo in giusta proporzione. 3) Scoperta, mi pare, per questa ragione, la geometria passò poi dall'Egitto in Grecia ”

Gli agrimensori egizi furono chiamati dai Greci “arpedonapti” annodatori di funi. Tirando le funi essi tracciavano le 2 linee fondamentali della geometria cioe’ la retta e il cerchio. Gli egiziani usavano la corda annodata e conoscevano il rapporto 3-4-5 per costituire un angolo retto. Operavano secondo un metodo semplice ma preciso, comunque veloce da applicare basato sulla conoscenza della geometria e della matematica come riportato nel papiro di Rhind. Djeserkeresonb era un ispettore dell’antico Egitto (circa 1386 a. C. XVIII dinastia) nella cui tomba sono visibili scene di misurazioni e controlli analogamente alla tomba del funzionario Menna con raffigurazioni analoghe con al centro superiore la corda arrotolata.

E nel Pantheon delle divinita’ adorate dalla popolazione egizia assunse importanza il dio Toth rappresentato come una scimmia o come un uomo dalla testa di Ibis ovvero un uccello dal becco molto lungo. Toth era il dio della scrittura e del calcolo e di conseguenza era il patrono degli scribi e dei geometri. Maestro di esattezza, per la sua bravura nel tribunale dell’aldila’ il suo compito era quello di pesare l’anima e annotare tutti i dati riguardanti il faraone.

Quindi la conoscenza si estende ad altri popoli e culture del Mediterraneo Occidentale. Sono proprio i Greci a chiamare tale scienza “geometria” e geometra e’ l’esperto nel misurare i terreni. I Romani che a loro volta ebbero come riferimento gli Etruschi la definirono in seguito agrimensura. Nell’antica Roma il termine “mensores” indicava la categoria dei misuratori dei terreni da cui la definizione “mensores agronum” ovvero agrimensori. Gli agrimensori venivano anche chiamati “gromatici” poiche’ utilizzavano la groma che era uno strumento che serviva per i tracciamenti sul terreno.

Come noto uno dei problemi storici dell’età romana fu il latifondo a cui si cercò’ di porre rimedio attraverso varie riforme agrarie in differenti periodi. Gli agrimensori assunsero così gradualmente sempre maggior importanza per la misurazione dei terreni e la gestione delle relative problematiche. I gromatici erano, oltre che tecnici preparati in varie discipline e conoscitori del Diritto come si comprende leggendo gli scritti che ci hanno lasciato, anche funzionari imperiali spesso importanti. Tra i piu’ famosi possiamo ricordare Sesto Giulio Frontino, Balbus e Igino del quale restano frammenti della sua opera “ Constitutium Limitum “sui confini terrieri.

Con un decreto imperiale di due imperatori Valentiniano II (374-392 a.C.) e Teodosio I (379-395) vennero definite delle regole solenni per regolare l’operato dei gromatici stabilendo criteri per l’elogio oppure la sanzione nel caso di negligenza o illecito “Àctio adversus mensòrem qui fàlsum mòdum dìxerit ”.

Dopo il Medioevo ,durante il quale non vennero meno le esigenze pratiche di localizzare le proprietà soprattutto ai fini dell’imposizione delle tasse, a partire dal XVI sec. con l’espandersi del commercio grazie alla colonizzazione delle Americhe si ebbe un rinnovato interesse per le misurazioni soprattutto per migliorare le tecniche . Fino ad allora infatti il rilevamento veniva ancora eseguito secondo l’antica esperienza con pali e corde mediante lo sviluppo di figure semplici sul terreno. Tra i nuovi strumenti di epoca rinascimentale troviamo ad es. il “radio latino” usato per il rilevamento topografico e inventato dal condottiero Latino Orsini (1530-1580).

L’esigenza porta alla costruzione di nuove apparecchiature mediante l’utilizzo di semplici alidade e della bussola. Importanti autori e studiosi delle metodologie di misurazione hanno scritto in merito interessanti trattati. Ad es. Cosimo Bartoli (1503-1572) con il “Del modo di misurare le distantie, le superficie, i corpi, le piante, le provincie, le prospettive, & tutte le altre cose terrene, che possono occorrere a gli uomini, Secondo le vere regole d'Euclide, et de gli altri più lodati scrittori”.

L’invenzione del cannocchiale aprì una nuova epoca con sviluppo di nuove idee in vari paesi europei: in Francia con il “cosmolabio” di Jeacques Besson e il grafometro Philippe Danfrie, a Praga con lo svizzero Jost Burgi e i suoi strumenti astronomici e topografici, in Inghilterra con Thomas Diggers e il theodelitus con angoli orizzontali frutto della concezione geometrica della realta chiamata “pantometria” e in Germania con Joshua Habermel ritenuto l’inventore del primo vero teodolite. Da allora i principi della scienza e della tecnologia ottica sono stati applicati a tutti gli strumenti topografici sino ai nostri giorni.

A partire dal XVII sec. con le grandi esplorazioni geografiche si sentì ulteriormente la necessità di rappresentare su mappe e cartografie attendibili non solo le nuove scoperte ma anche i territori già noti dando così ulteriore impulso alla ricerca e all’innovazione di tecniche e strumenti per il rilevamento.

Dopo i sovrani che si interessavano ai possedimenti nazionali e coloniali ora anche le famiglie nobili in ambito locale ordinano a valenti periti misuratori la rappresentazione grafica delle loro proprietà e questo avviene sia per finalità pratiche sia per fornire una ulteriore prestigiosa immagine del proprio casato. Vengono così realizzate mappe che oltre alla rappresentazione geografica dei luoghi, compresa l’idrografia, contengono informazioni integrative quali ad es. l’indicazione delle servitù ’ e i riscontri estimativi e contabili dei fondi. Con la formazione di tecniche catastali e tributarie basate sulla rappresentazione cartografica giungiamo così all’origine di quello che poi si chiamerà “il governo del territorio”.

Oggi infine siamo alla “geomatica” ovvero all’utilizzo integrato di varie tecnologie e discipline di rilevamento per il trattamento informatizzato di tutte le informazioni che riguardano per l’appunto un territorio. L’evoluzione della tecnica e dell’informatica consentono ora la gestione territoriale dei dati con l’utilizzo di metodologie all’avanguardia e precisioni sempre maggiori.